
È ufficialmente cominciata la stagione sportiva 2024-25. Il nostro viaggio alla scoperta del settore giovanile dell’Alba Calcio fa tappa all’Under 17 con l’intervista a mister Nicola “Charlie” Chiarla.
Come sta vivendo queste prime settimane? Ci Racconti un po’ della sua squadra.
“La squadra ha lavorato sodo durante la preparazione e sono molto soddisfatto dell’impegno che i ragazzi stanno mettendo in allenamento. Purtroppo siamo falcidiati da infortuni che ci perseguitano e ancora per qualche settimana non avrò la rosa completa a disposizione. Fortunatamente, la filiera può sopperire a questa situazione, gli Under 16 sono un ottimo “polmone” sul quale fare affidamento in queste prime giornate di campionato”.
È appena cominciata una stagione che sarà molto lunga. Su cosa bisogna lavorare maggiormente per avere continuità?
“La cura del dettaglio farà la differenza, sia nella parte tecnico-tattica che in quella fisica. Con i ragazzi ho parlato chiaro: l’impegno e la costanza sono essenziali per poter avere una turnazione corretta e arrivare pronti a tutte le partite, fino alla fine del campionato”.
II Girone E in cui siete stati inseriti vede la presenza di società importanti del calcio piemontese. Quanto può essere stimolante questo?
“Lo stimolo di giocare partite contro squadre di livello va affiancato a una mentalità vincente e, soprattutto, a una spiccata attitudine al sacrificio. Abbiamo già giocato la scorsa stagione nel girone alessandrino e conosciamo il valore delle nostre avversarie. Ogni partita sarà da giocare, il calendario purtroppo ci ha riservato tutte le partite sulla carta più toste nelle prime settimane e arriviamo a questi appuntamenti non al completo”.
Si parla spesso della perdita di stimoli da parte dei ragazzi nel fare sport. Da allenatore, cosa pensa sia fondamentale per fare si che non si perdano la voglia e la passione per il calcio?
“I ragazzi del settore giovanile vanno trattati da calciatori, non da bambini. Sembra una ovvietà, ma se li mettiamo in una “bolla”, alla prima difficoltà mollano perché non hanno esperienza nell’affrontare situazioni critiche. L’abbandono viene in parte anche da questo modo, a mio parere errato, di “proteggere” sportivamente i ragazzi. I giovani atleti devono prendersi le loro responsabilità, senza pensare che ci sia sempre qualcuno pronto a intervenire in loro soccorso. Sono in un periodo della vita in cui devono far vedere quanto valgono”.
Come ci si sente a rappresentare calcisticamente una città come Alba?
“«”L’Alba Calcio, per quanto riguarda il settore giovanile, rappresenta l’eccellenza del territorio albese. Tutte le annate hanno mantenuto per il secondo anno consecutivo il diritto a partecipare al campionato regionale. Sono risultati che arrivano grazie a un lungo percorso che parte dalle attività di base sul territorio, questo va riconosciuto al San Cassiano, allo Sportinsieme e prossimamente al Polo di Corneliano. Io sono fiero di far parte di questo movimento, lavoro con uno staff che mi permette di concentrarmi al meglio sui ragazzi per continuare il loro percorso di crescita con l’obiettivo di portare alcuni di loro in prima squadra”.
Fonte: Rivista Idea